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CERVICALGIA, quasi una persona su due ne soffre ogni anno!

DEFINIZIONE DI CERVICALGIA

Il rachide cervicale è una struttura molto sollecitata: ha la funzione di sostenere il peso capo pur essendo dotato di una notevole mobilità, per questo numerose volte può diventare dolente.

Con il termine cervicalgia si definisce un generico dolore localizzato nella zona del rachide cervicale (tra C1 e C7).

Può presentarsi come dolore improvviso o progressivo, che può durare fino a 3 mesi (ACUTO) o protrarsi oltre i 3 mesi (CRONICO).

Il dolore parte dal collo e da lì si irradia alle spalle (muscoli trapezi) e, nei casi più gravi, alle braccia, rendendo difficoltosi i movimenti.

Qualche dato…

Il dolore cervicale affligge circa il 40-50% della popolazione generale ogni anno, di questi il 15% sottovaluterà il dolore, che diventerà, così, cronico.

La prevalenza raggiunge il picco nell’età adulta e le donne ne sono affette in misura maggiore rispetto agli uomini


Le cause

La cervicalgia può essere scatenata da un insieme di cause particolarmente numerose ed eterogenee.

 

• Posture lavorative o ludiche mantenute in flessione (lettura, lavoro a maglia, dentisti, segretarie) o in estensione ( elettricisti, imbianchini, ciclisti)
• spasmi muscolari (contratture da sovraccarico muscolare)    
• postura scorretta (errata posizione del monitor, guida con i gomiti sospesi, postura compensativa per dolore localizzato in altre aree anatomiche come la spalla)

 

A queste si aggiungono:

• colpi di frusta (incidenti automobilistici)
• ernie cervicali
• ipercifosi dorsale con conseguente estensione cervicale
• iperlordosi lombare
• osteofiti da artrosi
• spondilosi
• sport ad alto impatto.

Ciò nonostante, molte cervicalgie sono espressione di ansiao depressione con forti tensioni muscolari e dolore, a sua volta generatore di altra tensione.

 

Molto spesso il dolore acuto viene trascurato o non viene trattato in maniera adeguata, degenerando quindi in dolore cronico.

 

La sintomatologia


 “Alla guida non riesco a guardare indietro per fare retromarcia”


Nelle fasi iniziali la maggior parte dei pazienti lamenta difficoltà nei movimenti del rachide in rotazione, in inclinazione e dolore localizzato che spesso si irradia in zona occipitale e alle spalle.

A questi sintomi possono associarsi anche cefalee (cefalea muscolotensiva o cervicogenica) e vertigini, formicolii e parestesie degli arti superiori (cervicobrachialgia).

Nella cervicalgia la mobilità del tratto cervicale sui riduce, aumenta l’affaticabilità muscolare e spesso si accusa dolore.

Trattamento

Il trattamento della cervicalgia è estremamente soggettivo ed individuale.

Di estrema importanza sono i trattamenti manuali quali massoterapia e chinesiterapia. Quest’ultima viene praticata con manovre di “pompage (trazione manuale) del tratto cervicale in decubito supino, presa di coscienza e correzione della postura, esercizi attivi in posizione seduta.

Al trattamento può essere associata della terapia strumentale antalgica (T.E.N.S), laserterapia, ultrasuonoterapia e tecarterapia.

Alcune pratiche di rilassamento come lo yoga posso risultare efficaci nel rilassamento muscolare e nel controllo del dolore cronico del rachide cervicale.

 

 

A cura di Michela Tomasi 

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